FANDOM


La campanella suonò per l'ultima volta e la scuola era finita, per quell'anno scolastico; i bambini gioiosi uscirono strepitando dalla classe, felici di non dover avere più a che fare con libri e lezioni per un bel po', perché tanto i compiti delle vacanze non li fa mai nessuno.

Uno di essi, inoltre, aveva come docente un professore sottilmente inquietante, che godeva nell'interrogare coloro che immaginava fossero impreparati per assegnare loro voti bassi e far sì che i loro genitori si arrabbiassero con loro. Anche il suo sguardo era sottilmente inquietante e aveva l'abitudine di squadrare tutta la classe.

Non capitava di rado che un alunno chino sul libro sentisse una strana sensazione, alzava gli occhi e scopriva che il professore lo stava fissando senza motivo. Inoltre, era forse l'unica persona in tutta Italia ad indossare ancora il cappello con lo spacco, cosa che lo faceva sembrare provenire da tempi trapassati.

Perciò, tutti i suoi alunni erano ancora più felici degli altri della fine della scuola. Uno di loro corse veloce a casa e trascorse tutto il giorno a fare ciò che preferiva e solo il pensiero del professore che guardava in silenzio da lontano lui e i suoi compagni che se ne andavano urlanti rovinava a tratti la sua gioia. La notte scese troppo presto e dovette con rammarico andare a dormire pur volendo fare tante altre cose.

Sognò il professore in primo piano che lo guardava come era solito fare e si svegliò di soprassalto. Ansimante per lo spavento, andò alla finestra della sua stanza per una boccata d'aria e vide un'ombra con la testa a punta allontanarsi furtiva da casa sua. Ancora più impaurito, tornò a letto e dopo un po' si addormentò.

La mattina dopo, pensò che era evidente che in realtà non c'era mai stata nessuna ombra e che si era spaventato per nulla. Poco dopo aver finito di fare colazione, il campanello di casa sua suonò. Era uno dei suoi amici che era venuto sperando di poter giocare a pallone dietro casa sua. Lui fu d'accordo e insieme andarono dietro alla casa.

"Sai, proprio qui, stanotte, ho pensato d'aver visto un'ombra." disse al suo amico mentre si posizionava con le spalle al muro di casa sua per prendere la palla, "Con una testa a punta, poi. Che stupido, vero?"

"E cos' era? Un ombra col cappel-" il suo compagno di giochi non finì la frase ed un'espressione di stupito terrore comparve sul suo viso. Non capendo cosa ci fosse di tanto pauroso sul muro di casa sua, ma sottilmente inquieto semplicemente a causa della parola "cappello", si girò e vide la scritta a caratteri cubitali sul suo muro, che gli ricordarono ciò che a malapena era riuscito a scacciare dalla sua mente, il giorno prima:

Tre mesi passano in fretta. (Il Professore)


Scritto da Grand Albert

Contenuto disponibile tramite licenza CC BY-NC-ND

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.

Inoltre su FANDOM

Wiki casuale