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Era una sera in cui faceva molto caldo, soprattutto per chi indossa un completo elegante scuro che attira calore. Era ovvio, quindi, che Slenderman grondasse di sudore, che impregnava la stoffa che rivestiva la sua testa. L'unica sua fortuna era non avere capelli. Era ovvio chi sarebbe stata la sua prossima vittima. Si diresse verso il carrello dei gelati ma era troppo lontano, con quel caldo, e presto si stufò di camminare, quindi si teletrasportò immediatamente di fronte ad esso, facendo quasi prendere un infarto al gelataio. Slenderman ordinò un cono con fragola, pistacchio, cioccolato e crema, lo prese con un tentacolo, pagò e se ne andò. Tornato nel bosco l'orrore si consumò. Slenderman avvicinò il gelato al mento, poi si ricordò della sua particolare condizione, si bloccò, aprì dal nulla la bocca tirando fuori la lingua nera e spaventosa e cominciò. Per prima cosa attaccò la fragola inerme leccandola, poi affondò la sua miriade di denti aguzzi nel pistacchio, incurante della sensibilità dentale, pur di fargli del male, quindi decise che la prossima sarebbe stata la crema, il destino della quale era così divenuto ineluttabile e scomparve nella sua bocca orrenda dalle labbra sfilacciate, infine toccò al cioccolato, che aveva lasciato per ultimo perché era quello che gli piaceva di più. Lo mangiò poco a poco, mentre le scaglie gemevano sotto i suoi denti orrorifici, per essere sicuro che non gli sarebbe venuto mal di pancia, dopo. Per la cialda riservò il destino peggiore: la portò in un'altra dimensione, per metterla nel suo frigorifero in modo da mangiarla il giorno dopo, a fine pranzo col caffé macchiato, prolungando così la sua attesa della fine.

Intanto il gelataio stava chiudendo il chiosco, essendo arrivate le 22.30, quando vide la familiare sagoma del suo strano cliente in lontananza ed ebbe l'orribile sensazione, che tutte le vittime di Slenderman sperimentano prima di scomparire per sempre, o peggio, ovvero che egli lo stesse guardando, pur essendo senza volto. Era evidente che non si era accontentato del gelato e ora voleva portarsi via anche lui. Provò a scappare, lasciandosi il carrello alle spalle, incustodito, ma sapeva che sarebbe stato probabilmente inutile. E così fu, perché all'improvviso sentì le scariche statiche intorno a lui. Allora si preparò al peggio, tremante e sudando freddo. Quando Slenderman comparve, si chiedeva terrorizzato fino all'impossibile,come sarebbe stato, cosa avrebbe provato. Sulla testa di Slenderman comparve ancora dal nulla la bocca, dalla quale uscì la lingua che usa per strangolare le sue vittime. Prima chiese al gelataio cosa gli fosse saltato in mente di mettersi a correre con quel caldo torrido, soffermandosi sul fatto che se non fosse stato capace di teletrasportarsi non sarebbe mai riuscito a raggiungerlo; poi si permise di fargli notare che lasciare il carrello incustodito di notte era un'incoscienza, considerando anche la criminalità notturna, infine gli porse una moneta da due dollari, dicendogli che gli aveva dato il resto sbagliato. Gli fece i complimenti per la bontà del cono che aveva comprato, lo salutò e, teletrasportandosi, scomparve nella notte.

Slendermanbocca

Lo Slenderman si avventa sulla sua vittima inerme.

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