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Lo zombie stava vagando nella notte buia -come se esistesse una notte luminosa, poi. 'Sti cliches!- in cerca di prede. Si era svegliato nella sua bara di malumore e con un certo mal di testa, anche se metà era leggermente marcia e l'apparato circolatorio, responsabile dei mal di testa, era fermo da tempo. Comunque lo zombie sapeva che il modo migliore per riconquistare il buon umore era una cena a base di cervelli freschi.

Il primo contatto che ebbe con i vivi fu un'auto che gli sfrecciò di fianco con un rombo tanto assordante che lo sentì pur avendo le trombe d'eustachio decomposte. Alzò lo sguardo e vide una donna al volante che sembrava appetitosa ma era troppo veloce per essere raggiunta con entrambe le caviglie slogate dal 1687. Lo zombie notò comunque che fuggiva da chissà cosa, ecco la ragione della sua velocità folle. Mentre si riincamminava un tale che correva a perdifiato gli venne accanto e gli chiese, ansimando: <<Scusi, buon uomo ha per caso visto una donna al volante di un'auto? Devo assolutamente sapere dove è andata!>>. Lo zombie capì che era il chirurgo di Braccialetti Rossi che inseguiva la donna che si era improvvisamente reso conto ...Di ammmare! Glì indicò una direzione sbagliata apposta per un automatico sentimento d'invidia comune a tutti gli uomini vivi e morti, mentre pensava che i vivi erano scemi a rimandare sempre le loro stucchevoli dichiarazioni d'amore per il gusto di correre dietro ad auto in corsa, con il rischio di essere investiti. <<Grazie, arrivederci!>> rispose l'uomo e corse via attraversando la strada senza guardare costringendo un'ambulanza a sterzare di colpo per non investirlo, che andò poi a sbattere. Vedendo che gli occupanti del veicolo avevano battuto tutti la testa e non gradendo il pesto di cervelli chiamò un'altra ambulanza: <<Grrraaaarrrrrrrr!>> disse Zombie al centralino del pronto soccorso, <<Cosa? Un grave incidente con ambulanza coinvolta? Arriviamo subito!>> rispose l'addetto. L'ambulanza arrivò subito investendo il chirurgo che lo zombie scartò ugualmente perché sapeva non avere un cervello molto sapido. Si rimise in cammino pensando che il chirurgo non si era reso conto di parlare con uno zombie per via del buio, ma poi s'accorse con quello che rimaneva delle sue pupille che erano stati sotto la luce di un lampione per tutto il tempo. <<Non sa distinguere tra un vivo e uno zombie. Che deficente.>> pensò lo zombie mentre si allontanava.

La notte era ancora più buia e lo zombie non aveva trovato niente da mangiare e si stava rompendo parecchio quando improvvisamente gli venne un'idea: sarebbe andato alla stazione di polizia, intorno alla quale poliziotti dal cervello succulento girovagavano pattugliando. Arrivato nelle vicinanze della stazione ne scorse subito uno sotto un lampione. Si avvicinò senza fare rumore e quando fu tanto vicino da rendere possibile all'agente di notare la sua presenza per via dei suoi rantoli era ormai troppo tardi per la vittima. Estrasse la pistola d'ordinanza e tentò di sparargli. Molti dei proiettili mancarono lo zombie perchè il poliziotto faceva fuoco in preda al panico inaccuratamente, e i pochi che andarono a segno ovviamente non fecero il benché minimo effetto sull'avanzata inesorabile dello zombie, che afferrò le braccia della sua vittima con le sua presa da rigor mortis e spalancò la sua bocca per morderlo. Il poliziotto gridò: <<Guarda laggiù! C'è Claudia Schiffer Zombie senza neanche il sudario!>>, il non-morto si girò voglioso, lasciando sovrappensiero la presa,anche se aveva scordato i genitali al cimitero ma non c'era nessuna super sexy zomba da nessuna parte. Si rigirò infuriato verso l'uomo deciso più che mai che sarebbe stato il suo spuntino di mezzanotte ma vide che aveva approfittato dei pochi secondi di distrazione e adesso indossava un casco antisommossa e imbracciava un XM8 con un caricatore da 100 colpi e aveva anche un USAS semi-automatico con coefficiente di penetrazione del 100000000000%100 nella carne decomposta. <<'Mbè?>> disse, <<Peeennsssooo... Che faròòò... Un giiiirrrooo...>> disse lo zombie e se la squagliò ad una velocità sorprendente per uno con le gambe quasi decomposte.

La notte trascorreva e fra tre-quattro ore sarebbe sorto il Sole, lo Zombie doveva fare presto a trovare qualcosa di commestibile. Sentì un piccolo abbaiare da dietro un cancello quando vi passò vicino. Guardò e vide che era un piccolo Yorkshire Terrier che era stato lasciato incustodito in giardino durante la notte dal padrone. Il piccolo cane avvertendo la presenza dello zombie si avvicinò al cancello abbaiando, sarebbe stato uno scherzo ora per il mostro agguantarlo attraverso l'inferriata e farsi almeno un piccolo spuntino. Infilò il suo braccio cadaverico ossuto fra le sbarre verso l'animaletto senza speranza. Sentì un dolore lancinante di tanti piccoli denti che affondavano nella sua mano. Pazzo per il dolore, dovette strattonare per un'ora e più per liberarsi dalla presa infallibile del cagnetto, che alla fine, stanco del gioco, lo lasciò andare. <<Non capisco come ho fatto a dimenticarmi che gli Yorkshire sono per natura ghiotti di carne putrida, ahi!>> pensò. Si allontanò sperando di non incontrare più un altro Yorkshire in non-vita sua.

Seguirono altri tentativi fallimentari da parte dello zombie di procurarsi un pasto: vide una donna sotto un lampione con una acconciatura orribilmente gonfia e cotonata, ma non aveva con sè un rasoio elettrico o una cesoia e quindi si allontanò, fece per arrancare sulla parete di un muro di cinta di una base della guardia di finanza ma un immediato sibilo di proiettile di fucile di precisione a un micron dalla sua testa rotta gli fece cambiare idea, mentre si profondeva in mille scuse, da lontano scorse in un parco pubblico due tossici e passò oltre senza esitare, pensando che ormai avevano il cervello rovinato, sorprese un panettiere nel suo retrobottega e gli chiese se per favore poteva mangiare il suo cervello, ma quello fu inamovibile e dopo un'estenuante contrattazione acconsentì a dargli solamente una michetta ammuffita. Si avvicinò a due avvinazzati seduti su un marciapiede perché gradiva molto il cervellò-babà al rum ma quelli gli offrirono di farsi una bevuta, lo fece, era cannonau sarda di 98° e così svenne per due ore e quando rinvenì i due se ne erano andati lasciando dietro di loro un biglietto con scritto sopra il numero di telefono degli alcolisti anonimi. Decisamente i cervelli dei vivi lasciavano molto a desiderare nell'epoca in cui si era svegliato.

Ormai mancava mezz'ora o poco più alle cinque e zombie si stava rassegnando quando vide qualcosa nella penombra dalla forma vagamente tondeggiante, per terra vicino ad un bidone della spazzatura con del liquido intorno che macchiava il marciapiede. Lo zombie pensò che doveva essere la testa di un netturbino accidentalmente caduto e svenuto mentre svolgeva il suo lavoro, che sporgeva da dietro il cassonetto. Evidentemente l'aveva battuta cadendo ed essa aveva poi sanguinato. Finalmente un pasto fresco e facile. Si avvicinò eccitato, o comunque eccitato al massimo per uno zombie, mentre lo sventurato non si muoveva. Strisciò su tutti gli arti per essere all'altezza della sua preda e affondò i suoi denti orrendi nel cranio del misero. Un sapore rivoltante di verdure marce, ossa ammuffite di tacchino e latticini e yogurt rancidi gli fecero venire da vomitare pur avendo lo stomaco vuoto da secoli. Non era una testa di netturbino, era un sacchetto della raccolta umida vecchio di tre mesi che si era bucato e aveva perso liquido di fermentazione, non sangue.

Ormai era tardi e stava albeggiando, zombie tornò più in fretta che poté al cimitero prima che sorgesse il Sole perché gli piaceva giocare a fare il vampiro. Rientrò nella bara un po' scocciato per non essere riuscito a mangiare nulla di buono ma soprattutto scioccato dalle sue esperienze nel mondo dei vivi. Decise che sarebbe passato un bel po' di tempo prima che si sarebbe avventurato di nuovo fuori dal cimitero. Si consolò pensando alla partita a briscola con il custode che in cui avrebbe giocato quel pomeriggio. Per questa notte siamo stati fortunati, ma una notte, quando meno ce lo aspettiamo, lo zombie tornerà e chi ci dice che stavolta non riuscirà a cenare?

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