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Ascoltate, bè più che altro leggete, mentre vi dico quello che mi è successo tanto tempo fa, così tanto tempo fa che a stento me ne ricordo, anche perché il solo ricordo di quei fatti terribili mi fa provare grande sofferenza mentale ed addirittura fisica.

Per prima cosa dovete sapere che sono un collezionista di euro. Ma nel mio caso significa che spero di avere come resto monete euro straniere o monete da due euro speciali, perché sono povero in canna e non ciò i soldi per andare ai mercatini per collezionisti (schifo). Inoltre la costruzione della mia collezione è sempre stata sofferta, molte volte vi sono stato costretto ad attingervi per necessità ed un'altra volta ne ho buttati via alcuni perché ero rimbambito e li ho scambiati per gettoni del telefono.  Ora che sapete questo capirete che quando un pomeriggio tardo non riuscii più a trovare la moneta da due euro commemorativa dei carabinieri ero parecchio inca.... Volato. Dopo un'odiosa ed estenuante ricerca infruttuosa che servì solo a trovare una misera moneta da venti centesimi tedesca, decisi di uscire per comprare la mia disgustosa medicina e magari sbollire un po' l'ira funesta.

Appena uscito lo spettacolo non era dei migliori però. Tanto per cominciare era buissimo, il cielo era opprimentemente annuvolato e la Luna splendeva in modo acciecante alta nel cielo come se fosse mezzogiorno. In lontananza un tornado girava vorticosamente ad occidente e ad oriente soffiava implacabile una tempesta di sabbia. Dietro di me infuriavano una grandinata delirante ed un ciclone tropicale. Siccome era da parecchio che i miei connotati erano bloccati in un ghigno isterico incominciai a temere che mi si fossero accentuate le rughe in mezzo agli occhi, così mi fermai a controllare specchiandomi in una vetrina.

E fu allora che vidi quella visione raccapricciante.

LA MIA FACCIA RIFLESSA.

Ma vidi anche un'altra cosa, però, mentre mi stiravo nevroticamente la pelle della fronte. Non me ne ero accorto prima ma in un angolo buio buissimo più buio del buio c'erano due piccole luci rosse. Lentamente, cominciai a pensare che erano due occhi nell'oscurità che mi fissavano. Nonostante ciò, continuai a scrutare nel buio per tentare di capire cosa fosse in realtà, rifiutando a priori pensieri irrazionali. Dopo qualche minuto fu come se le luci si muovessero impercettibilmente, diciamo di un millimillimicron, ed io, già teso, scattai all'indietro. Ripresomi dallo shock (sì, lo che sono una schiappa), alzai gli occhi e notai dall'insegna che era un negozio di elettrodomestici. Le spie rosse del caricabatterie di un aspirapolvere, la mia immaginazione e la mia agitazione mi avevamo tirato un brutto tiro. -Che mentecatto sono stato- pensai, e andai quindi in farmacia e poi ritornai a casa. Il tornado girava ancora più vorticosamente ma la tempesta di sabbia e tutto il resto si stavano allontanando.

Quella notte faticai ad addormentarmi, pensavo a quello che era accaduto davanti al negozio di elettrodomestici e la mia figura da cretino. Il tornado girava follemente, ora. Quando alla fine mi addormentai feci un sogno. Ero sempre sdraiato nel mio letto ma in camera da letto con me c'era un'odalisca vestita per modo di dire che mi accarezzava dappertutto (non così dappertutto...) Ad un certo punto spostò le sue mani sul mio collo. Strano a dirsi percepii durante il sonno come una sensazione spiacevole in concomitanza di ciò. Poi la donna incredibilmente sexosa ma che inspiegabilmente mi suscitava sensazioni di terrore posò sul mio collo le sue labbre goduriose e cominciò a baciarlo. Ma non erano normali baci. Sentivo che aspirava la mia pelle con una potenza incredibile per un essere umano e in più sentivo che il mio cuore batteva all'impazzata -non per le cause che uno potrebbe facilmente intuire, però- Anche se dormivo potevo sentire il tornado girare come un otto volante.

Il sogno diventò un incubo quando l'odalisca sollevò il volto e vidi che in realtà non ne aveva alcuno! E in qualche modo pur essendo senza bocca emetteva un suono, e cioé: <<Vroooooooom...>> -Non bisogna fermarsi al volto, però, quando si giudica una donna- pensai nell'incubo -ci sono anche molte altre parti erotiche in un corpo femminile da apprezzare e da espl-- Ma che???? I suoi occhi! Erano due piccole luci nel buio! Proprio come... Mi svegliai finalmente di soprassalto ed era lì. L'aspirapolvere malefico del pomeriggio tardo con il tornado, la tempesta di sabbia, il cielo coperto e la Luna splendente e la grandinata delirante ed il ciclone tropicale! Aveva coperto, mentre io ignaro dormivo, la pelle del mio collo di succhiotti schifosi fatti con il suo repellente tubo e la potenza d'aspirazione a livello due se non tre! E le spie rosse lucevano sataniche nel buio come se mi scrutassero! Pensai di urlare per chiamare qualcuno ma lui (o lei? Dopotutto è UNA aspirapolvere... O No?...) capì e mi mise il suo cavo carica-batterie ad una velocità disumana intorno al collo. Capii che avrebbe stretto se solo avessi osato anche solo fiatare. Mi mise il suo tubo mefistofelico accanto al mio orecchio e cominciò a parlarmi in un ronzìo odioso <<Vvvvvrrrrrr... Sono Rino l'aspirapolverino, ah ah ah. Tu mi hai guardato questo pomeriggio e così io sono venuto a casa tua a romperti le scatole ih ih ih Ora me ne vado ma tornerò una notte e tu non saprai mai quale eh eh eh così non passerà giorno che tu non te la faccia sotto quando si appresta l'ora d'andare a dormire e la tua pelle non farà in tempo a guarire che io ti farò altri succhiotti disgustosi come e più di questi uh uh uh ah ah ah ih ih ih...>> Andò avanti a ridere per un'eternità, una noia che non vi dico...

Passarono diversi minuti prima che ritenessi fosse sicuro muovermi ma quando lo feci e accesi la luce vidi che effetivamente il mostro aspirante non c'era più. Era senz'altro un sollievo essersi liberati di quella risata fastidiosissima ma tante risposte rimanevano insolute. Come per esempio: che ore erano? Guardai l'orologio, ma non me lo volle dire, dovevano essere all'incirca le due e mezza di notte, però. C'erano anche altre domande più impellenti, poi. Come aveva fatto il mefitico elettrodomestico a sapere dove abitassi? Sarebbe davvero tornato? Perché la mia stanza era ancora piena di schifose lanicce se ci era appena passato un aspirapolvere? -eh sì, senza apostrofo. Ha detto di chiamarsi Rino, dopotutto, no?- Ora la mia vita è condannata al terrore a meno che non chiuda la porta di ingresso a chiave -quella notte me l'ero scordata aperta, è così che il mostro è riuscito ad entrare, capita una dimenticanza, no?- Non fate il mio stesso errore, non guardate in una vetrina di un negozio di elettrodomestici se il Sole è già tramontato. Guardai fuori dalla mia finestra: il tornado era ben lungi dal finire di vorticare ma almeno non era venuto anche lui qui a rompere. Più in là un vulcano stava eruttando. La lava colava come se fosse nutella riscaldata.

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