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Questa volta, tanto per cambiare, voglio raccontarvi una storia normale e non una paurosa. Una mattina, dopo essermi svegliato, scoprii una macchia sullo specchio del mio bagno, mentre mi stavo lavando i denti. Posai lo spazzolino e presi un pezzo di carta igienica per pulirla. Mentre passavo la carta sullo specchio, ho visto la mia immagine riflessa sputare sulla macchia. Siccome non sopporto queste cose disgustose, quel giorno stesso feci i bagagli e mi trasferii in un'altra casa piuttosto lontano.

Dopo un mese, però, mi resi conto che non riuscivo a trovare da nessuna parte il mio spazzolino da denti. Per tutto quel mese ero andato avanti a cicche per curare l'igiene dentale, pensando che lo spazzolino fosse in una delle valigie, ma non era nemmeno nell'ultima che aprii. Capii allora di averlo lasciato nella mia vecchia casa, che intanto era stata messa in affitto. Decisi di tornare alla mia vecchia casa e chiedere ai nuovi inquilini se l'avevano visto.

Uscii e chiamai un taxi, ma quando dissi al taxista il mio precedente indirizzo, sbatté la portiera e se ne andò via maleducatamente, senza motivo. Chiamai altri taxi ma i loro taxisti si comportarono allo stesso modo. Provai a prevenire l'ultimo, sedendomi prima nel taxi e dicendo poi l'indirizzo, ma lui mi buttò fuori e se ne andò. Mi rassegnai quindi ad andare a piedi, nonostante fosse molto lontana.

Quando arrivai, vidi che il cartello che diceva "AFFITTASI" era ancora lì, anche se rovinato; la cosa che mi stupì maggiormente fu vedere la mia vecchia casa circondata da un recinto con cartelli che dicevano "ALLA LARGA!" e "NON ENTRARE!", come attorno al deposito di zio Paperone. Fortuna che nonostante facesse piuttosto caldo, intorno alla mia vecchia casa faceva un gran freddo, era proprio quello che ci voleva dopo la sudata che avevo fatto per arrivare lì.

Aspettai che passasse qualcuno per chiedere se per caso la casa era stata affittata e si erano scordati di levare il cartello ma non venne nessuno. Sembrava che nessuno passasse di là per nulla. Allora scavalcai il recinto e andai a suonare il campanello. Lungo il tragitto si sentivano sospiri, rantoli e versi scemi; evidentemente dei bambini del circondario erano entrati nel cortile e si erano appostati per fare scherzi idioti. Li ho semplicemente ignorati e ho suonato il campanello, ma non rispondeva nessuno.

Stavo per andarmene pensando che il mio spazzolino era ormai perduto per sempre, quando vidi la finestra del bagno aperta. Distrutta dall'interno, più che altro. Scavalcai il davanzale ed entrai nel mio vecchio bagno. Lo specchio era stranamente rotto, ma per terra, c'era il mio spazzolino! Ero tanto contento che non facevo neanche caso al freddo intenso che faceva, lì nel bagno. Mi abbassai e lo raccolsi. Quando mi rialzai, evidentemente lo sbalzo di temperatura e la stanchezza ebbero la meglio su di me e mi sembrò di sentire voci nella mia mente che dicevano cose come, "Sei mio" o, "Non te ne andrai", "Morirai".

Non ci feci caso e scavalcai il davanzale per uscire, ma ad un certo punto, sentii qualcosa bloccare la mia gamba. Guardai indietro, ma non vidi nulla. Pensai fosse una ragnatela molto resistente, ma quando scalciai, il mio piede urtò contro qualcosa di solido e mi sentii tirare indietro. Scalciai di nuovo, con più potenza, e finalmente mi liberai dalla ragnatela più dura che avessi mai visto in vita mia. Sentii poi uno strano verso, qualcosa che rotolava per terra e una specie di fischio. Ad ogni modo, avevo il mio spazzolino e quindi me ne andai.

E questo è quanto, niente di che. Ciò che successe dopo furono le solite cose... Tornai a casa, accesi la televisione e andai a riporre il mio spazzolino in bagno, dopo averlo lavato. Quando tornai in salotto, il telegiornale stava dicendo che una casa disabitata era esplosa in seguito ad una fuga di gas... Poi le solite cavolate... La nube dell'esplosione aveva le fattezze di un diavolo... Bla, bla, bla... Comunque sia, adesso ho di nuovo il mio spazzolino da denti preferito e posso risparmiare sulle cicche, che non è una cattiva cosa, direi.


Scritto da Grand Albert

Contenuto disponibile tramite licenza CC BY-NC-ND

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